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Risposte dal 1993

luglio 17, 2009

A questa specie di articolo: “Ma per favore non ricominciamo la lagna del Sud”

Il Mezzogiorno è dunque oggi, per lo meno sul piano del costume politico, dell’espressione dello spirito pubblico, quello che il sistema politico italiano ha voluto che fosse, o quanto meno ha finito col far diventare. Tutto questo non può essere dimenticato da chi non si accontenta di esemplificazioni e si accosta alla storia recente di queste regioni del paese con la volontà di esaminare e capire. Soprattutto non può essere dimenticato da chi oggi rivendica la diversità di ricchezza, di storia, di capacità dell’Italia del Nord. L’Italia meridionale è alle prese con problemi che conosciamo, anche per effetto di un modello di sviluppo industriale che ha cumulato vantaggi relativi incomparabili nell’area economicamente più forte della penisola. Mentre l’emigrazione, fenomeno necessario e fisiologico di questo dopoguerra, ha poi finito col privare le regioni meridionai delle energie umane più intraprendenti e attive, delle sue intelligenze più creative, segnando alla fine un altro punto di svantaggio relativo per il Sud: perchè esso è venuto perdendo, per questa via, grandissima parte delle sue energie e delle sue figure intellettuali, quelle che oggi, disseminate in ogni angolo d’Italia, fanno parte -spesso in posizioni di grande responsabilità- della classe dirigente nazionale, operando nelle Università, negli ospedali, nei quadri della magistratura, nell’editoria, nei giornali, nella scuola.

Fra la conoscenza scientifica dell’Italia meridionale, proposta oggi da un numero straordinariamente vasto di studi realizzati da storici, economisti, sociologi, antropologi, geografi, scienziati del territorio, e la rappresentazione che ne danno la stampa e la televisione esiste una distanza di qualità e di merito che negli ultimi tempi è apparsa sempre più incolmabile. Sicché anche il quadro interpretativo che si offre del Mezzogiorno contemporaneo può essere osservato per tanti versi come il risultato, quasi la derivazione culturale di un assetto del sistema politco nazionale: all’interno del quale l’immagine che si dà di una gran parte della penisola appare come sottratta a chi ha la legittimità scientifica e professionale per parlarne e viene tenuta per così dire in condizione di monopolio da frettolosi giornalisti dell’establishment, opinionisti che scrivono un libro in un mese -e che scambiano le chiacchiere con qualche conoscente per indagini sul campo-, annusatori di notizie, forbite penne che nella patria della retorica trovano sempre un mercato sicuro.

Dall’introduzione di Breve storia dell’Italia meridionale dall’Ottocento a oggi, P. Bevilacqua

FS: Fuori Servizio

aprile 30, 2009
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Seduta. Posto 42, carrozza 10. Il treno è l’Eurostar City n. 9767. Milano centrale – Taranto. Davanti a me scorre la scritta “Trenitalia vi da il benvento e vi augura buon viaggio”. Già, bu0on viaggio. Parliamone.

Il treno su cui sono seduta è quello che prendo sempre per tornare a casa. Bologna-Taranto. 61 euro. Tanti, ma.. funzionasse, uno li pagherebbe anche volentieri. Il problema è che questo treno non funziona, mai. Tutte le volte che lo prendo a Bari si blocca, per mezz’ora, un’ora. C’è sempre qualcosa che si rompe. Ché se ti va bene, puoi anche chiedere il rimborso. Secondo il sito di Trenitalia (chiarissimo, eh… c’è da dirlo) il rimborso si può ottenere se il treno arriva almeno con 25 minuti di ritardo. E se il treno fa 27 0 28 minuti di ritardo? Trenitalia rimborsa tutti i viaggiatori? A me è capitato che spesso il capotreno si sia dimenticato di informare i viaggiatori del ritardo reale. Ma la cosa più assurda è quello che è successo oggi.

Arrivata alla stazione di Bologna il mio treno portava già 20 minuti di ritardo. Dopo mezz’ora si degnano di informarc che il problema è un guasto del treno. Poco male. Se ha fatto ritardo vuol dire che l’hanno riparato, giusto? E invece no. Salgo al binario 6 e scopro che su dieci carrozze, e dico dieci, solo 3 sono accessibili tramite le porte. Tutte le altre sono chiuse. Tutte. Salita sul treno è ancora peggio. Corridoi pieni di gente che ha pagato il biglietto e non ha il posto, spazio insufficiente per metterci su anche una piccola valigia, gente (anche questa senza prenotazione) che porta i cani come se fosse al parco, con tanto di coppetta dell’acqua che può cadere da un momento all’altro, bestioline che saltano di qua e di là nei corridoi come se niente fosse. 

Mi sento schifata, arrabbiata, repressa, perché non so con chi prendermela. Posso sbraitare contro il controllore, ma a che serve? Prossimo viaggio, altro disagio. Queste cose non dovrebbero succedere, e se anche accadessero, bisognerebbe poterle denunciare e che qualcuno accolga questa denuncia e ne dia un valore. Che non fossero solo parole buttate lì in un momento di rabbia e poi punto e a capo. Mi sento impotente e l’unica cosa che vorrei è che le mie parole abbiano un senso, un effetto. Vorrei qualcosa che valga di più di un rimborso di 14 euro

Manifestare è un diritto?

ottobre 28, 2008

Tra parentesi i pensieri

h. 14.30 – Fabio, 7 anni.

Nel cestino della frutta ci sono 4 grappoli d’uva (che noia, proprio a me doveva far leggere), ogni grappolo ha 8 acini. (e poi che problema scemo, non sono una bimba piccola). Quanti acini in tutto? (senza contare che oggi la maestra mi ha fatto arrabbiare. Una sgridata del genere solo per uno scivolone nel corridoio. Che sarà mai? Era anche ricreazione). Per risolvere il problema dobbiamo usare la moltiplicazione (4×1=4 4×2=8 4×3 ehm… quanto fa 4×3? Non me lo ricordo…) Maestra…ehm… un attimo sto pensando… (4×1=4, tutta colpa di mia madre, tutte le volte che torna da lavoro è stanca e non ha mai tempo per aiutarmi) 4×3=15 (oh no, ecco che comincia ad uralre di nuovo, uff…). si l’ho ripetute le tabelline, 10 volte (5, meno male che tra un po’ si va a casa. C’ho un gioco per la playstation che mi ha regalato papà… oggi lo batto) 4×1=4, 4X2=8, 4X3=12, 4X4=16 (oh, no… ma non possiamo giocarci, stasera c’è la fiaccolata per le maestre. Papà vuole andarci) 4×8=32. Nel cestino ci sono 32 acini. (ci sarà la maestra che farà il pagliaccio con il naso rosso come l’altra volta, la playstation può aspettare… e poi c’è anche il fratellone. Lui fa l’univerità, studia su dei libri grossissimi senza figure. Da grande voglio essere come lui)

h. 13.00 – Gianna, 40 anni

… contribuendo a dare qualità e significato a molti vuoti urbani non più da considerare come spazi di risulta (cavolo, salterò il pranzo anche oggi, e pensare che all’inizio avevo scelto un partime)  il piano generale di riordino degli impianti, si fonda su due presupposti di base (poi questi palloni gofiati proprio oggi dovevano decidere di fare questa stramaleddettissima riunione, stronzi) indifferenza rispetto ai contesti in cui è andato a calarsi e per la moltitudine dei formati impiegati assumendo sempre più il ruolo di elemento di disturbo (stramaledettissima rata del mutuo, a quest’ora, altrimenti, starei a casa, ho 3 lavatrici da fare. E Carlo ha anche speso un fottio di soldi per quello stupido gioco. Di questi tempi è un suicidio… ) Individuare strade e posizioni puntiformi per l’installazione dei cartelli in cui i criteri commerciali si accompagnano a verifiche (…oggi le lavatrici saltano, c’è la fiaccolata, le maestre l’hanno detto alla riunione di sabato. E non ho nemmeno tempo per cucinare. Stasera pizza)

h. 16.35 – Sara, 27 anni

(Finalmente un po’ di silenzio. Ho ancora 5 minuti di relax, e poi l’incontro con l’educatrice. Cavolo che giornata. Queste tabelline proprio non riescono a memorizzarle. Ok, non sono semplici. Ma dio santo!!! Certe volte proprio mi fanno perdere la pazienza. Per non parlare degli scivoloni nel corridoio. Un giorno o l’altro andranno ad urtare contro una porta. Devo stampare la programmazione, preparare le schede di verifica. Mi conviene sbrigarmi. Tra due ore devo esser fuori, stasera c’è la fiaccolata. Comincio a non poterne più di queste manifestazioni. Tra assemblee e cortei sto lavorando esattamente il doppio. Che poi… servissero… Secondo me è tutto inutile. E poi diciamocelo… sono proprio stanca. Tutto sto casino per un lavoro con uno stipendio da fame. Tutto sommato l’anno prossimo potrei trovare qualcos’altro… non so neanche che percorso prenderà la fiaccolata. Massì non ci vado, tanto ci saranno altri. Una persona in più o in meno che vuoi che sia? E poi stasera c’è l’aperitivo con Simone, una birra fredda oggi me la sono proprio meritata…. inutile, è più forte di me… dove avrò messo il naso rosso? Piove. Merda)

Manifestare non è divertente.

MANIFESTARE E’ UN DOVERE.

Qualche spiegazione sulle riforme della scuola

ottobre 19, 2008
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La gente in Italia paga le tasse. Fin qui tutto ok, se non fosse che la gente, visto che sborsa dei soldi, si sente in diritto di proprinare opinioni a destra e a manca su argomenti di vario tipo -nello specifico ruguardo all’istruzione- anche se non ha le competenze necessarie a mettere insieme un discorso più o meno sensato. Visto che tappare la bocca a questa gente è impossibile nonchè antidemocratico, vediamo sul serio di cosa parla il decreto Gelmini di cui tanto si discute.

Cominciamo con la legge n. 133/2008 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”.

Articolo 64: “Disposizioni in materia di organizzazione scolastica”.

Comma 1: Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena  valorizzazione del personale docente, a decorrere dall’anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare  comunque entro l’anno 2011/2012

Il ministro ci sta dicendo che a partire dal 2009 (il prossimo anno scolastico, per intenderci), in classe ci saranno più bambini per ogni insegnante. Ma non, attenzione, per ridurre le spese dello Stato. Solo per valorizzare la professionalità docente. Più alunni (in teoria è un’unità, in pratica si arriva  fino a 4 o 5 cioè 30 bambini per classe) = più professionalità. E’ chiaro?

Comma 2: Si procede, altresì, alla revisione dei criteri e dei parametri previsti per la definizione delle dotazioni organiche del pesonale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA),i n modo da conseguire nel trienni 2009/2011 una riduzione complessiva del 17 per cento della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l’anno scolastico 2007/2008

Questo è facile. Meno collaboratori scolastici e meno segretari

Comma 4

(punto f-bis) definizione di criteri, tempi e modalità per la determinanzione e l’articolazione dell’azione di ridimensionamento della rete scolastica prevedendo, nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, l’attivazione di servizi qualificati per la migliore fruizione dell’offerta formativa

(punto f-ter) Nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le regioni e gli enti locali, possono prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti

Tutto ciò vuol dire che le scuole piccole, nello specifico quelle con meno di 500 alunni, verranno smembrate e accorpate ad altri istituti scolastici. Il che non è un problema per chi per esempio, vive in una città o in un paese collegato in maniera adeguata con il territorio circostante. Accompagnare il proprio bambino in una scuola a 10 km da casa non è poi un così grave disagio. Il problema si pone in paesi poco raggiungibi o nei comuni che si trovano in zone impervie. In tal caso, gli enti locali lo Stato o le Regioni possono (non devono) prevedere azioni finalizzate alla riduzone del disagio. Se non possono (e in genere non possono) gli utenti devono arrangiarsi come meglio credono.

Comma 4 ter: Le procedure per l’accesso alle Scuole di specializzazione per l’insegnamento secondarie attivate presso le univeristà sono sospese per l’anno accademico 2008/2009 e fino a completamento degli adempimenti di cui alle lettere a) ed e) del comma 4

Il comma prevede, in definitiva, che per l’anno accademico 2008/2009 vengano sospese le SISS. Per gli anni successivi non è dato sapere, poichè dobbiamo attendere che il ministero razionalizzi e accorpi le classi di concorso (comma 4 punto a) e revisioni i cirteri per la determinanzione del numero del personale ATA (comma 4 punto e). Tutto ciò, in teoria, è  coerente. Perchè specializzarti se tanto non ci sono posti e non puoi insegnare? In pratica però, se tu, studente, dopo la laurea hai deciso che la tua massima aspirazione è fare l’insegnante e che solo tale ciò possa esprimere appieno il tuo essere, non puoi accedere ai corsi che ti permettano di svolgere questa professione. Ma tranquillo… è solo una cosa temporanea. Cosa vuoi che siano un paio d’anni?

Comma 6: Dall’attuazione dei commi 1, 2, 3, 4 del presente articolo, devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l’anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e a 3.188 di euro a decorrere dall’anno 2012

Nessun riferimento pedagogico a sostegno dei tagli a quanto pare, o almeno, qui non c’è. Dev’essere per questo che qualcuno continua a chiamare tutto ciò riforma Tremonti e non Gelmini.

Ma passiamo al riferimento successivo, al decreto legge 1 settembre 2008, n.137. Per intenderci, è quello che parla dell’insegnante unico nella scuola Primaria. All’articolo 4 è infatti possibile leggere:

1: Nell’ambito degli obiettivi di contenimento di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazione, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, nei regolamenti di cui al realtivo comma 4 è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.

Questo è facile, è il punto su cui si è più discusso. Il famossissimo maestro unico tanto agoniato dai malinconici della scuola della propria infanzia contro la crescente arroganza e maleducazione delle nuove generazioni. Peccato che forse sfugge una cosa piccolissima. Dall’introduzione del maestro unico discende una consegnuenza non irrilevante: non c’è più il tempo pieno, le 40 ore per intederci. L’insegnante unica insegnerà per 24 ore settimanali senza che siano previste ore di programmazione. Giustamente. mi sentirei di aggiungere. E’ unica. Con chi dovrebbe programmare? Con se stessa può programmare tranquillamente sul divano di casa sua, non c’è mica bisogno che si fermi a scuola! Il ministro molto argutamente, ha previsto di tener conto della domanda delle famiglie. Peccato che non specifichi in che modo. Cioè: le famiglie possono chiedere, a causa di esigenze lavorative, che i loro figli rimangano a scuola anche il pomeriggio, come tutt’oggi avviene, e il ministro ne tiene conto. ok. Ma per quante ore? Cosa fanno i bambini? Chi rimane con loro? Che conoscenze ha?  Che preparazione? E’ un baby-sitter? Un insegnante? Chi pagherà il personale? La scuola o le famiglie? Perchè tutte queste cose non sono specificate?

Riassumendo: meno insegnanti, meno personale ATA, più bambini nelle classi, minori ore di lezione.

Chi scrive non crede che la scuola pubblica sia il fiore all’occhiello dello Stato. Sa che ci sono molti limiti e molte cose che non vanno. Ma nota che il primo riferimento legislativo a riguardo risale al 25 giugno. Il ministro è entrato in carica i primi giorni di maggio. Quello che mi chiedo è se è possibile in un mese avere un quadro chiaro del sistema scolastico italiano ed operare di conseguenza. Mi chiedo se è un caso che nei riferimenti si trovano esclusivamente temini economici e non pedagogici. E capisco.

Capisco perchè in questi giorni si è sempre e solo parlato del maestro unico e mai dei disagi di tutte le altre parti chiamate in causa (un esempio QUI). Non una parola sul disagio delle famiglie. Ma soprattutto non una parola sul disagio dei bambini. Nulla. La colpa è dell’insegnante che non vuole perdere il posto. Solo dell’insegnate.

Ci sono ancora numerose annotazioni da fare e non solo per quanto la scuola primaria. Scuola media e università non sono state meno condannate da queste riforme. Chi scrive si impegna a parlarne al più presto.

Alto Commissario anticorruzione

ottobre 5, 2008
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Ho già affrontato l’argomento della soppressione dell’Alto Commissario in questo post. Riprendo il discorso (con un po’ di ritardo e me ne scuso) per comunicare che le funzioni che gli erano proprie sono state definitivamente affidate al al Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione – Dipartimento della funzione pubblica. Inoltre sul sito dell’ente è possibile leggere che tra i compiti (non meglio specificati) del nuovo dipartimento ci sarà quello di “predisposizione annuale di un piano nazionale per la trasparenza dell’azione amministrativa e la mappatura del fenomeno della corruzione nella pubblica amministrazione”.

RIferimenti legislativi:

1- Il sito dell’ente fa riferimento al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 agosto 2008.

2. Nella  legge n.133 del 6 agosto 2008 all’atricolo 68 (Riduzione degli organismi collegiali e di duplicazioni di strutture) comma 6 e 6bis è possibile leggere rispettivamente:

  • In particolare sono soppresse le seguenti strutture:
    a) Alto Commissario per la prevenzione ed il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito all’interno della pubblica amministrazione di cui all’articolo 1 della legge 16 gennaio 2003, n. 3 e successive modificazioni;
  • Le funzioni delle strutture di cui al comma 6 lettere a) e b) sono trasferite al Ministro competente che può delegare un sottosegretario di Stato.

Io e le mie colleghe (del nord)

settembre 16, 2008
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Sono diretta. Faccio l’insegnate, anzi non l’insegnate che fa molto colto… faccio la maestra in una scuola elementate, o primaria che dir si voglia.  Ma neanche una maestra intera, di quelle che hanno la grossa responsabilità di insegnare materie importanti come l’italiano e la matematica.  Faccio la maestra di sostegno, quella che il più delle volte è cosiderata una maestra di serie B. Non che non abbia la competenza sufficiente per essere una maestra “vera”, anzi. Ho una laurea (cosa che il più delle volte alle mie colleghe manca) e in più una specializzazione.

Ma diciamoci la verità. Ai fini del merito e delle competeze spesso, anche sempre i titoli di studio non contano. Conosco laureati che sono più asini di alcuni miei alunni.

Il problema vero è che io ho una “cattiva” abitudine: leggere. Prediligo i testi di storia, è vero. Ma leggo di tutto. Romanzi, biografie, riviste, classici. Ultimamente m’è presa la smania di leggere quotidiani. E dato che non mi piace fare le cose a metà e che in genere preferisco avere un quadro chiaro della situazione piuttosto che cascare dalle nuvole quando c’è qualcosa che non va, leggo giornali orientati e destra e a sinistra. Vista l’impossibilità di leggerli tutti in versione cartacea, i due che compro la mattina sono rigorosamente Il Giornale e il  Corriere della Sera.

Ed è con questi due quotidiani che mi presento ogni mattina a scuola. Fino ad oggi, o meglio fino a qualche ora fa, quando una collega, durante una riunione mi chiede molto gentilmente se può leggerli, li sfoglia, da uno sguardo alle notizie sulla Gelmini e sempre molto gentilmente me li restituisce. Solo una mezz’oretta dopo la sua collega di classe mi rivolge le seguenti parole:

E’ tuo il Giornale? (come se non lo sapesse) Non dovresti portarlo qui, le altre potrebbero prendersela. Quel giornale è praticamente della Gelmini, va anche contro di te, ricordatelo.

Inutile sottolineare che non mi ha dato nemmeno il tempo di spiegare. Non mi ha dato il tempo di dirle che è un’ignorante, che leggere un giornale di un determinato orientamento politico non vuol dire condividerne le idee. Che dovrebbe insegnare ai suoi alunni ad aprire la mente ma non può farlo se la sua oltre ad essere chiusa è anche vuota. Non mi ha dato il tempo di sottolinearle che oltre al Giornale avevo anche il Corriere (mea culpa… non avevo Repubblica, a cui invece loro sono molto affezzionate).

La rabbia che m’è presa sul momento a questo punto ormai è sbollita, ma la cosa che mi lascia più angosciata, amareggiata è stato constatare il profondo senso di inadeguatezza di quella persona al ruolo che dovrebbe svogere. E ho pensato che tra una decina d’anni quella donna sarà ancora lì. E che uno dei suoi alunni potrebbe essere mio figlio.

Mi sono venuti i brividi.

Geografie

settembre 10, 2008

10 settembre 2008:“Una carta d’oro per gli insegnanti”. E’ quanto preannuncia il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini intervenendo con Giuliano Amato al liceo scientifico ‘Newton’ di Roma alla presentazione del libro di Giovanni Floris, ‘La fabbrica degli ignoranti: la disfatta della scuola italiana’ (Rizzoli), rispondendo positivamente a una proposta contenuta nell’opera del conduttore di ‘Ballaro”.

9 settembre 2008: “l ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini in lungo intervento conclusosi qualche minuto fa nel corso della settima conferenza di organizzazione della Uil-Scuola in corso a Fiuggi, ha focalizzato l’attenzione della platea su tre punti essenziali: la formazione permanente, il riadeguamento dell’edilizia scolastica e le risorse umane”.

8 settembre 2008: “Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha voluto essere presente al primo giorno di scuola di uno degli istituti della provincia di Milano, il comprensivo statale Schweitzer di Segrate

27 agosto 2008: “Il ministro, che oggi parlerà al Meeting dell’amicizia dei popoli 2008, in programma fino al 30 agosto a Rimini, in un’intervista rilasciata al quotidiano Libero anticipa quali sono le soluzioni al problema economico e quindi strutturale del pianeta scuola: “Con un sistema premiale va aumentato il peso specifico di ogni ora di insegnamento” racconta.

11 agosto 2008: “Milano - Rosse e blu. Colorate, allegre, pratiche con quei tasconi laterali dove ci si possono infilare matite, gomme e temperini. Eccole le divise che ha scelto il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, per le scuole elementari. Altro che grembiule nero e fiocco rosa o giubbotto nero e fiocco blu. Indietro non si torna.”

23 maggio 2008: “Alle ore 12:00 il ministro Gelmini si recherà al «Giardino della memoria» a Capaci dove le scuole di Capaci e Isola delle Femmine organizzeranno la «Festa della legalità”».

23 agosto 2008: Cortina d’Ampezzo (Belluno) - “Nel Sud alcune scuole abbassano la qualità della scuola italiana.

GIA’, CHISSA’ COME MAI…

Nota: ho ritenuto opportuno riportare esclusivamente gli eventi a cui Maria Stella Gelmini ha partecipato in qualità di Ministro. Ho inoltre tralasciato le innumerevoli partecipazioni in città già appuntate sull’immagine. Credo che il senso del post sia comunque suffucientemente chiaro.

L’arte nuova

agosto 27, 2008
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MEDVEDEV dichiara: “La Russia è pronta a tutto e non ha paura di nulla, nemmeno di una nuova Guerra Fredda. Naturalmente non la vuole, ma in questa situazione tutto dipende dai nostri partner”

agosto 2, 2008
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Link diretto al video

Alto Commissario anticorruzione…

luglio 26, 2008

… per la precisione Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e per le altre forme di illecito nella pubblica amministrazione.

L’ente di cui sopra nasce formalmente nel 2003 in seguito agli obblighi derivati dalla partecipazione dell’Italia ad organizzazioni internazionali quali l’Osce e l’Onu. Sul portale dell’Alto Commissario si legge che l’Osce in particolare, ha raccomandato l’istituzione dell’ ufficio e l’Onu si è fatta promotrice di  fatto “di una Convenzione contro la corruzione – firmata a Merida, in Messico, nel dicembre 2003 anche dall’Italia – che prevede l’impegno per i paesi membri a sviluppare una strategia nazionale anticorruzione, anche attraverso l’istituzione di appositi organismi”.

La legge istitutiva approvata dall’allora Governo Berlusconi indicava come finalità dell’ufficio il “contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito all’interno della pubblica amministrazione”. Tale legge prevedeva inoltre una spesa annua massima di 582.000 € e la stesura di un successivo regolamento “volto a determinare la composizione e la funzione dell’Alto Commissario al fine di garantirne l’autonomia e l’efficacia operativa”.

Nonostante nel corso degli anni l’Ufficio si sia fatto promotore di numerose indagini e studi di non trascurabile rilievo, non sempre ha avuto “vita facile”. Repubblica il 19 dicembre 2006, riporta la notizia secondo cui Gianfranco Tatozzi, allora a capo del Commissariato, consegna le sue dimissioni. Tatozzi, si legge nell’articolo, “accusa ilgoverno di non voler fare sul serio nella lotta alla corruzione [...] parla del decreto Bersani che entro il 4 gennaio impone a strutture come la sua un rinnovo tramite decreto del Presidente della Repbblica” indicando il suddetto limite come “impossibile da rispettare, e quindi non è altro che un modo silente e surrettizio per cancellare l’alto commissariato”. Tatozzi lascia l’ufficio nel pieno di un’azione molto importante realtiva alla vendita di immobili pubblici in particolare quelli ceduti da Inps e Impdai. L’indagine verrà conclusa nell’ ottobre dello stesso anno e il Commissariato manterrà le sue funzioni.

Fino al mese scorso. O meglio fino al 25 giugno 2008, quando con decreto legge n. 112 (art.68 comma 6) il Governo sopprime il suddetto Ufficio e si riserva di indicare successivamente l’amministrazione a cui vengono trasferite le sue funzioni.

A nulla sono servite le proteste dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, o il disappunto di Drago Kos, presidente del GRECO (Group of States against Corruption), che in una lettera indirizzata all’Alto Commissario Vincenzo Grimaldi, epsrime la sua preoccupazione e teme che “l’Italia stia per faredei passi indietro in una situazione nella quale non esiste una reale volontà politica di combattere la corruzzione”.

Il commissariato verrà comunque chiuso ad agosto.

La cosa sconcertante è che tutto ciò avverrà nell’indifferenza più totale. Tutt’oggi le fonti che parlano di quanto sta accadendo sono davvero scarse. A parte qualche riga scritta da  Il Sole 24 ORE e da Information, l’unica testata che ne parla in maniera più approfondita è il Financial Times in un articolo del 18 luglio, che oltretutto sottolinea come (mia trad.) “solo la scorsa settimana al G8 in Giappone, Mr Berlusconi ha lodato il lavoro del suo Alto Commissario contro la corruzione, che nominò nel 2003. Ma non menziona che un decreto legge del 25 giugno dell’Ufficio del Primo ministro avrebbe soppresso la commissione ad agosto”.

Tutto il resto della stampa tace.

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