The Fleet Street

Io e le mie colleghe (del nord)

con 9 commenti

Sono diretta. Faccio l’insegnate, anzi non l’insegnate che fa molto colto… faccio la maestra in una scuola elementate, o primaria che dir si voglia.  Ma neanche una maestra intera, di quelle che hanno la grossa responsabilità di insegnare materie importanti come l’italiano e la matematica.  Faccio la maestra di sostegno, quella che il più delle volte è cosiderata una maestra di serie B. Non che non abbia la competenza sufficiente per essere una maestra “vera”, anzi. Ho una laurea (cosa che il più delle volte alle mie colleghe manca) e in più una specializzazione.

Ma diciamoci la verità. Ai fini del merito e delle competeze spesso, anche sempre i titoli di studio non contano. Conosco laureati che sono più asini di alcuni miei alunni.

Il problema vero è che io ho una “cattiva” abitudine: leggere. Prediligo i testi di storia, è vero. Ma leggo di tutto. Romanzi, biografie, riviste, classici. Ultimamente m’è presa la smania di leggere quotidiani. E dato che non mi piace fare le cose a metà e che in genere preferisco avere un quadro chiaro della situazione piuttosto che cascare dalle nuvole quando c’è qualcosa che non va, leggo giornali orientati e destra e a sinistra. Vista l’impossibilità di leggerli tutti in versione cartacea, i due che compro la mattina sono rigorosamente Il Giornale e il  Corriere della Sera.

Ed è con questi due quotidiani che mi presento ogni mattina a scuola. Fino ad oggi, o meglio fino a qualche ora fa, quando una collega, durante una riunione mi chiede molto gentilmente se può leggerli, li sfoglia, da uno sguardo alle notizie sulla Gelmini e sempre molto gentilmente me li restituisce. Solo una mezz’oretta dopo la sua collega di classe mi rivolge le seguenti parole:

E’ tuo il Giornale? (come se non lo sapesse) Non dovresti portarlo qui, le altre potrebbero prendersela. Quel giornale è praticamente della Gelmini, va anche contro di te, ricordatelo.

Inutile sottolineare che non mi ha dato nemmeno il tempo di spiegare. Non mi ha dato il tempo di dirle che è un’ignorante, che leggere un giornale di un determinato orientamento politico non vuol dire condividerne le idee. Che dovrebbe insegnare ai suoi alunni ad aprire la mente ma non può farlo se la sua oltre ad essere chiusa è anche vuota. Non mi ha dato il tempo di sottolinearle che oltre al Giornale avevo anche il Corriere (mea culpa… non avevo Repubblica, a cui invece loro sono molto affezzionate).

La rabbia che m’è presa sul momento a questo punto ormai è sbollita, ma la cosa che mi lascia più angosciata, amareggiata è stato constatare il profondo senso di inadeguatezza di quella persona al ruolo che dovrebbe svogere. E ho pensato che tra una decina d’anni quella donna sarà ancora lì. E che uno dei suoi alunni potrebbe essere mio figlio.

Mi sono venuti i brividi.

Written by Giulia

Settembre 16, 2008 a 5:38 pm

Pubblicato in governo, istruzione, scuola

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9 Risposte

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  1. Il tuo italiano è proporzionale alla qualità del giornale che leggi… tanto per citare un errore…affezzionate…
    infami alcuni laureati definendoli più asini di alcuni tuoi alunni…ti riferisci a te stessa? e poi basta usare questi modi di dire arcaici…asini deve essere un termine non presente nel vocabolario di una maestra…

    naturalmenteduccio

    Settembre 16, 2008 alle 8:07 pm

  2. Credo che tu abbia perso il senso di quello che ho scritto. Cercare gli errori impegna non poco.

    Giulia

    Settembre 16, 2008 alle 8:13 pm

  3. Purtroppo in Italia per diversi decenni si è andati avanti non per merito ma per “culo” o spinte, questo è il risultato in primis in politica, poi scuola e assistenza sanitaria.
    Ti racconto un piccolo episodio circa 25/27 anni fa facevo il corso per diventare infermiera c’erano 2 medici, uno sulla 40 ed era un vero medico (ancora oggi se dovessi farmi operare preferirei che ci fosse lui dietro il bisturi), poi c’era un”dottore” di 29 anni appena arrivato (cavolo ma molto figo), vengono fatte le riunioni per un primario, indovina chi è diventato primario (a non ti ho detto, informazione importantissima, che il suocero del dottore di 29 anni era primario nell’altro reparto, e suo zio era un pezzo grosso del tribunale della cittadina).
    Ora dopo queste piccole informazioni, purtroppo devo dire che la scuola come tutto il resto è diventata troppo pesante in Italia, si deve necessariamente tagliare, il fatto che lo facciano così forse non è giusto, ma almeno è un inizio…………
    Ora ti faccio un altro esempio, piccolo paesino in montagna la scuola c’è sempre stata, 35/40 anni fa l’abbiamo frequentata io e i miei fratelli, c’erano 2 insegnanti, uno teneva 1-2-3 e l’altro 4-5 con una media di 8/16 ragazzi per classe, per fare da mangiare c’era una signora, apparecchiare e sparecchiare a turno a tutti e a casa con un solo pulmino dove c’era 1 autista (totale 4 persone).
    Ora stessa scuola (calo drammatico dei bambini, in classe di mia figlia 4 ragazzi), ma 7 maestri, la cuoca, la bidella, la signora che pulisce, 2 autisti e due persone che vedano che i bambini non si facciano male (totale 14 persone su un totale di circa 30 ragazzi), non è forse un po esagerato ?????

    RITA

    Settembre 17, 2008 alle 8:03 am

  4. Tutto quello che dici tu, Rita è giusto. Tranne una cosa. Non condivido quando scrivi “il fatto che lo facciano così forse non è giusto, ma almeno è un inizio”. Se devono tagliare, che lo facciano. Ma che lo facciano con coerenza.
    Laciare insegnanti che sono a scaldare la sedia in attesa della pensione e mandando a casa persone preparate è completamente sbagliato. E’ sbagliato per gli/le insegnanti ma soprattutto è sbagliato per gli alunni. A maggior ragione se si tiene conto delle conoscenze con cui i bambini arrivano già a scuola oggi.
    Un’istituzione scolastica, un’amministrazione pubblica efficiente dipendono dalle competenze e dalle qualità delle persone che ci lavorano. Tagliare così come verrà fatto non servirà a nulla, anzi priverà le classi di risorse che in un modo o nell’altro fino ad ora erano state utilizzabili e utilizzate.

    Giulia

    Settembre 17, 2008 alle 4:30 pm

  5. Io non contesto il fatto che sia giusto o sbagliato (non essendo del ramo non lo so, solo usufruisco del servizio), ma ogni volta che si cerca di tagliare nelle amministrazioni pubbliche succede il pandemonio.
    Se avete qualche ideaa esponetela voi, tramite sindacati, rettori o che so io………….
    Se vi viene detto ci sono disponibili tot. soldi e deve funzionare la scuola con certi orari e certe materie, sareste disposti (faccio sempre un esempio), a mandare a casa 100 insegnanti di matematica perchè non c’è la necessità ed ad assumerne tramite concorso 50 di inglese ??? Di solito no, si dice che possono essere impiegati in altri ruoli e si spostano di quà e di la, stesso discorso per i concorsi, come si parla di un concorso iniziano a dire “no ci sono i precari da sistemare”, “no ci sono i concorsi precedenti (magari qualcuno sono passati 10 anni e nel frattempo ha fatto tutt’altro). Altro discorso avresti tu il coraggio di dire alla signora che ti ha contestato la tua lettura che essendo passato un po di tempo da quando si è seduta a quella cattedra deve di nuovo dare un esame per vedere se è in grado di insegnare ???? Se ti va bene dice che sei supponente e non hai esperienza, se ti va male ti ride in faccia essendo sua collega, se lo fa un non addetto dice che non capisce niente del mondo della scuola.
    E questo purtroppo succede in tutti i rami dell’amministrazione, se mancano infermieri e ci sono troppi postini è inutile girarli, perchè uno non sa fare il lavoro dell’altro……………

    RITA

    Settembre 18, 2008 alle 6:55 am

  6. E’ tutto un po’ più complicato di così… Partiamo dal presupposto che io sarei perfettamente d’accordo nel monitorare il lavoro delle insegnanti, cosa che in effetti adesso non si fa. Ma il problema dei tanti precari della scuola sta a monte.
    Sta nel fatto che ogni volta, all’alternarsi dei governi e quindi dei ministri dell’istruzione, si è pensato di cominicare con riforme nuove senza neanche prendersi la briga di verificare se le vecchie avevano avuto degli effetti e quali. Tanto per dirne una, quando la Gelmini è diventata ministro la sperimentazione della riforma Fioroni non era ancora terminata. Ma lei ha pensato che fosse bene annullare tutto lo stesso e ricominciare da capo. Quanto può saperne secondo te, un ministro che è da pochi mesi al governo della situazione della scuola italiana? Sa solo due cose. Che la scuola costa e le insegnanti anche, e che le famiglie vogliono il tempo pieno. Cose superficiali, come è giusto che sia, ma a lei sono bastate per prendere provvedimenti.
    Ma c’è ancora dell’altro…
    L’altro giorno una delle mie colleghe ha detto una cosa a cui secondo me pochi pensano. I dati statistici riportavano che il 90% dei fondi dell’istruzione va alle insegnanti. E lei ha detto: “ma a cosa dovrebbero servire i fondi se sono le insegnanti che mantengono la scuola???”.
    E’ vero che, per esempio, le aule diinformatica, i laboratori di inglese, le gite, gli scambi culturali sono importanti e che per tutte queste cose i fondi sono necessari. Ma se a monte di tutto questo non c’è una maestra capace e intelligente e aperta tutti questi accessori non servono proprio a nulla, tanto meno a migliorare la formazione dei bambini.
    Un’altra cosa e poi chiudo. Quando c’è stata l’ultima classe di concorso era il 1999, io facevo l’ultimo anno dell’istituto magistrale. Ovviamente non ho potuto parteciparvi e ovviamente per insegnare ho dovuto prendere la laurea. E’ inutile sottolineare che il provvedimento è servito come freno per evitare che numerose persone si infilassero in una fetta di mercato del lavoro ormai stracolma. Sarebbe stata una buona idea se solo avessero previsto anche le conseguenze.
    In 9 anni si sono preparate per l’isegnamento una marea di persone. Persone la cui laurea adesso è carta straccia. Persone che non solo non possono insegnare, ma che non possono fare nient’altro perchè il loro titolo di studio non glielo consente.
    Potrei andare avanti all’infinito a spiegare le cause che ci hanno portato a questo punto, resta il fatto che se il Governo facesse più attenzione, se l’avesse fatta in passato più attenzione, quasi sicuramente non saremmo qui a discuterne.

    Giulia

    Settembre 19, 2008 alle 6:39 am

  7. Vedi tu ai ragione, ma non solo tu ti sei trovata in questa situazione, mi spiego sono la seconda figlia di una famiglia numerosa, e il mio sogno è sempre stato quello di essere autosuficiente per non pesare sul bilancio, premesso questo ti dico che alla terza media ti chiedevano (almeno ai miei tempi) cosa ti sarebbe piaciuto fare, spiegai la situazione e dissi che non avevo preferenze, mi consigliarono di fare l’IPSIA in chimica e mi fecero capire neanche tanto velatamente che tutti quelli che uscivano con buoni voti venivano assunti in cartiera……………… Mi sono messa d’impegno e sono uscita con il vecchio amabilissimo 9, cartiera piena attaccati……………….Sempre credendo mi sono iscritta ad un corso ospedaliero per diventare infermiera (non era come ora che devi fare l’università) blocco delle assunzioni 87/93……………….., per disperazione e tentando di fare qualcosa mi sono buttata artigiana vetraia (morale mi sento sfruttata, presa in giro, infatti io sono sempre e solo evasore, e molto poco realizzata infatti tutti i miei studi li posso usare come carta straccia) ora dimmi tu, ti ho già spiegato la situazione della scuola del mio comune, mi sembra che i costi siano lievitati troppo, le tasse sono a livelli stratosferici, ora ribadisco non sono del tuo settore, quindi onestamente non saprei cosa fare, ma purtroppo si deve tagliare.
    Vedi ormai mi sembra che purtroppo stia diventando una guerra tra poveri………….
    Mi spiego meglio se per malaugurata ipotesi tu rimani senza lavoro, ti lamenti e scendi in piazza e di solito viene concessa la mobilità, per il settore privato come il mio se falliscono ditte con meno di 15 operai gli operai non hanno nessun diritto……….cosetta divertente una parte dello stipendio di questi dipendenti viene trattenuta per pagare cassaintegrazione, mobilità e quant’altro delle ditte grandi……………………………

    RITA

    Settembre 19, 2008 alle 10:47 am

  8. Aspetta un momento, ma consideri “Il corriere della Sera” un giornale di sinistra? Bè, ovvio, ultimamente è stato più che con la sinistra contro Berlusconi, ma è per antonomasia il giornale del centrodestra, o meglio del vecchio centrodestra.

    Comunque non è che quella maestra fosse ignorante, è semplicemente tifosa. Solitamente i sostenitori dei DS ragionano così. E anche i tifosi dell’Inter.
    Ciao :)

    Mirtilla

    Settembre 19, 2008 alle 2:01 pm

  9. @ Rita, non ho la pretesa di far parte dell’unica categoria che si trova in questa situazione. Ed è vero. E’ vero che è una guerra tra poveri.
    E so anche che a chi legge, a te, può sembrare sciocco, ma a volte mi capita di essere idealista, quasi utopica. A volte mi capita di pensare che alla fine ne usciremo vincitori. Tutti.

    @Mirtilla…. no. Non è così che funziona. Non è così che dovrebbe essere una maestra a mio avviso. Per quanto riguarda il Corriere della Sera invece, se per ultimamente ti riferisci agli anni ‘70 allora concordo con te. Da allora in poi si è praticamente quasi sempre mantenuto su posizioni moderate -una parentesi è il caso della P2- e comunque i proprietari hanno sempre lasciato via libera all’editore (il più delle volte è successo che gli editori si sono portati dietro giornalisti di testate di sinistra). Inoltre non dimenticare che una delle sue più grandi firme fu Biagi. E’ vero, anche Montanelli, ma lui lasciò proprio perchè in disaccordo con la linea editoriale.
    Poi se vogliamo parlare dei giorni nostri, è sempre stato molto cirtico con Berlusconi. Io lo trovo molto equilibrato. Repubblica proprio non ce la faccio a leggerlo (e giuro che c’ho provato) ;)

    Giulia

    Settembre 19, 2008 alle 6:31 pm


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