Archive for Ottobre 2008
Manifestare è un diritto?
Tra parentesi i pensieri
h. 14.30 – Fabio, 7 anni.
Nel cestino della frutta ci sono 4 grappoli d’uva (che noia, proprio a me doveva far leggere), ogni grappolo ha 8 acini. (e poi che problema scemo, non sono una bimba piccola). Quanti acini in tutto? (senza contare che oggi la maestra mi ha fatto arrabbiare. Una sgridata del genere solo per uno scivolone nel corridoio. Che sarà mai? Era anche ricreazione). Per risolvere il problema dobbiamo usare la moltiplicazione (4×1=4 4×2=8 4×3 ehm… quanto fa 4×3? Non me lo ricordo…) Maestra…ehm… un attimo sto pensando… (4×1=4, tutta colpa di mia madre, tutte le volte che torna da lavoro è stanca e non ha mai tempo per aiutarmi) 4×3=15 (oh no, ecco che comincia ad uralre di nuovo, uff…). si l’ho ripetute le tabelline, 10 volte (5, meno male che tra un po’ si va a casa. C’ho un gioco per la playstation che mi ha regalato papà… oggi lo batto) 4×1=4, 4X2=8, 4X3=12, 4X4=16 (oh, no… ma non possiamo giocarci, stasera c’è la fiaccolata per le maestre. Papà vuole andarci) 4×8=32. Nel cestino ci sono 32 acini. (ci sarà la maestra che farà il pagliaccio con il naso rosso come l’altra volta, la playstation può aspettare… e poi c’è anche il fratellone. Lui fa l’univerità, studia su dei libri grossissimi senza figure. Da grande voglio essere come lui)
h. 13.00 – Gianna, 40 anni
… contribuendo a dare qualità e significato a molti vuoti urbani non più da considerare come spazi di risulta (cavolo, salterò il pranzo anche oggi, e pensare che all’inizio avevo scelto un partime) il piano generale di riordino degli impianti, si fonda su due presupposti di base (poi questi palloni gofiati proprio oggi dovevano decidere di fare questa stramaleddettissima riunione, stronzi) indifferenza rispetto ai contesti in cui è andato a calarsi e per la moltitudine dei formati impiegati assumendo sempre più il ruolo di elemento di disturbo (stramaledettissima rata del mutuo, a quest’ora, altrimenti, starei a casa, ho 3 lavatrici da fare. E Carlo ha anche speso un fottio di soldi per quello stupido gioco. Di questi tempi è un suicidio… ) Individuare strade e posizioni puntiformi per l’installazione dei cartelli in cui i criteri commerciali si accompagnano a verifiche (…oggi le lavatrici saltano, c’è la fiaccolata, le maestre l’hanno detto alla riunione di sabato. E non ho nemmeno tempo per cucinare. Stasera pizza)
h. 16.35 – Sara, 27 anni
(Finalmente un po’ di silenzio. Ho ancora 5 minuti di relax, e poi l’incontro con l’educatrice. Cavolo che giornata. Queste tabelline proprio non riescono a memorizzarle. Ok, non sono semplici. Ma dio santo!!! Certe volte proprio mi fanno perdere la pazienza. Per non parlare degli scivoloni nel corridoio. Un giorno o l’altro andranno ad urtare contro una porta. Devo stampare la programmazione, preparare le schede di verifica. Mi conviene sbrigarmi. Tra due ore devo esser fuori, stasera c’è la fiaccolata. Comincio a non poterne più di queste manifestazioni. Tra assemblee e cortei sto lavorando esattamente il doppio. Che poi… servissero… Secondo me è tutto inutile. E poi diciamocelo… sono proprio stanca. Tutto sto casino per un lavoro con uno stipendio da fame. Tutto sommato l’anno prossimo potrei trovare qualcos’altro… non so neanche che percorso prenderà la fiaccolata. Massì non ci vado, tanto ci saranno altri. Una persona in più o in meno che vuoi che sia? E poi stasera c’è l’aperitivo con Simone, una birra fredda oggi me la sono proprio meritata…. inutile, è più forte di me… dove avrò messo il naso rosso? Piove. Merda)
Manifestare non è divertente.
MANIFESTARE E’ UN DOVERE.
Qualche spiegazione sulle riforme della scuola
La gente in Italia paga le tasse. Fin qui tutto ok, se non fosse che la gente, visto che sborsa dei soldi, si sente in diritto di proprinare opinioni a destra e a manca su argomenti di vario tipo -nello specifico ruguardo all’istruzione- anche se non ha le competenze necessarie a mettere insieme un discorso più o meno sensato. Visto che tappare la bocca a questa gente è impossibile nonchè antidemocratico, vediamo sul serio di cosa parla il decreto Gelmini di cui tanto si discute.
Cominciamo con la legge n. 133/2008 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”.
Articolo 64: “Disposizioni in materia di organizzazione scolastica”.
Comma 1: Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione del personale docente, a decorrere dall’anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l’anno 2011/2012
Il ministro ci sta dicendo che a partire dal 2009 (il prossimo anno scolastico, per intenderci), in classe ci saranno più bambini per ogni insegnante. Ma non, attenzione, per ridurre le spese dello Stato. Solo per valorizzare la professionalità docente. Più alunni (in teoria è un’unità, in pratica si arriva fino a 4 o 5 cioè 30 bambini per classe) = più professionalità. E’ chiaro?
Comma 2: Si procede, altresì, alla revisione dei criteri e dei parametri previsti per la definizione delle dotazioni organiche del pesonale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA),i n modo da conseguire nel trienni 2009/2011 una riduzione complessiva del 17 per cento della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l’anno scolastico 2007/2008
Questo è facile. Meno collaboratori scolastici e meno segretari
Comma 4
(punto f-bis) definizione di criteri, tempi e modalità per la determinanzione e l’articolazione dell’azione di ridimensionamento della rete scolastica prevedendo, nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, l’attivazione di servizi qualificati per la migliore fruizione dell’offerta formativa
(punto f-ter) Nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le regioni e gli enti locali, possono prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti
Tutto ciò vuol dire che le scuole piccole, nello specifico quelle con meno di 500 alunni, verranno smembrate e accorpate ad altri istituti scolastici. Il che non è un problema per chi per esempio, vive in una città o in un paese collegato in maniera adeguata con il territorio circostante. Accompagnare il proprio bambino in una scuola a 10 km da casa non è poi un così grave disagio. Il problema si pone in paesi poco raggiungibi o nei comuni che si trovano in zone impervie. In tal caso, gli enti locali lo Stato o le Regioni possono (non devono) prevedere azioni finalizzate alla riduzone del disagio. Se non possono (e in genere non possono) gli utenti devono arrangiarsi come meglio credono.
Comma 4 ter: Le procedure per l’accesso alle Scuole di specializzazione per l’insegnamento secondarie attivate presso le univeristà sono sospese per l’anno accademico 2008/2009 e fino a completamento degli adempimenti di cui alle lettere a) ed e) del comma 4
Il comma prevede, in definitiva, che per l’anno accademico 2008/2009 vengano sospese le SISS. Per gli anni successivi non è dato sapere, poichè dobbiamo attendere che il ministero razionalizzi e accorpi le classi di concorso (comma 4 punto a) e revisioni i cirteri per la determinanzione del numero del personale ATA (comma 4 punto e). Tutto ciò, in teoria, è coerente. Perchè specializzarti se tanto non ci sono posti e non puoi insegnare? In pratica però, se tu, studente, dopo la laurea hai deciso che la tua massima aspirazione è fare l’insegnante e che solo tale ciò possa esprimere appieno il tuo essere, non puoi accedere ai corsi che ti permettano di svolgere questa professione. Ma tranquillo… è solo una cosa temporanea. Cosa vuoi che siano un paio d’anni?
Comma 6: Dall’attuazione dei commi 1, 2, 3, 4 del presente articolo, devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l’anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e a 3.188 di euro a decorrere dall’anno 2012
Nessun riferimento pedagogico a sostegno dei tagli a quanto pare, o almeno, qui non c’è. Dev’essere per questo che qualcuno continua a chiamare tutto ciò riforma Tremonti e non Gelmini.
Ma passiamo al riferimento successivo, al decreto legge 1 settembre 2008, n.137. Per intenderci, è quello che parla dell’insegnante unico nella scuola Primaria. All’articolo 4 è infatti possibile leggere:
1: Nell’ambito degli obiettivi di contenimento di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazione, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, nei regolamenti di cui al realtivo comma 4 è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.
Questo è facile, è il punto su cui si è più discusso. Il famossissimo maestro unico tanto agoniato dai malinconici della scuola della propria infanzia contro la crescente arroganza e maleducazione delle nuove generazioni. Peccato che forse sfugge una cosa piccolissima. Dall’introduzione del maestro unico discende una consegnuenza non irrilevante: non c’è più il tempo pieno, le 40 ore per intederci. L’insegnante unica insegnerà per 24 ore settimanali senza che siano previste ore di programmazione. Giustamente. mi sentirei di aggiungere. E’ unica. Con chi dovrebbe programmare? Con se stessa può programmare tranquillamente sul divano di casa sua, non c’è mica bisogno che si fermi a scuola! Il ministro molto argutamente, ha previsto di tener conto della domanda delle famiglie. Peccato che non specifichi in che modo. Cioè: le famiglie possono chiedere, a causa di esigenze lavorative, che i loro figli rimangano a scuola anche il pomeriggio, come tutt’oggi avviene, e il ministro ne tiene conto. ok. Ma per quante ore? Cosa fanno i bambini? Chi rimane con loro? Che conoscenze ha? Che preparazione? E’ un baby-sitter? Un insegnante? Chi pagherà il personale? La scuola o le famiglie? Perchè tutte queste cose non sono specificate?
Riassumendo: meno insegnanti, meno personale ATA, più bambini nelle classi, minori ore di lezione.
Chi scrive non crede che la scuola pubblica sia il fiore all’occhiello dello Stato. Sa che ci sono molti limiti e molte cose che non vanno. Ma nota che il primo riferimento legislativo a riguardo risale al 25 giugno. Il ministro è entrato in carica i primi giorni di maggio. Quello che mi chiedo è se è possibile in un mese avere un quadro chiaro del sistema scolastico italiano ed operare di conseguenza. Mi chiedo se è un caso che nei riferimenti si trovano esclusivamente temini economici e non pedagogici. E capisco.
Capisco perchè in questi giorni si è sempre e solo parlato del maestro unico e mai dei disagi di tutte le altre parti chiamate in causa (un esempio QUI). Non una parola sul disagio delle famiglie. Ma soprattutto non una parola sul disagio dei bambini. Nulla. La colpa è dell’insegnante che non vuole perdere il posto. Solo dell’insegnate.
Ci sono ancora numerose annotazioni da fare e non solo per quanto la scuola primaria. Scuola media e università non sono state meno condannate da queste riforme. Chi scrive si impegna a parlarne al più presto.
Alto Commissario anticorruzione
Ho già affrontato l’argomento della soppressione dell’Alto Commissario in questo post. Riprendo il discorso (con un po’ di ritardo e me ne scuso) per comunicare che le funzioni che gli erano proprie sono state definitivamente affidate al al Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione – Dipartimento della funzione pubblica. Inoltre sul sito dell’ente è possibile leggere che tra i compiti (non meglio specificati) del nuovo dipartimento ci sarà quello di “predisposizione annuale di un piano nazionale per la trasparenza dell’azione amministrativa e la mappatura del fenomeno della corruzione nella pubblica amministrazione”.
RIferimenti legislativi:
1- Il sito dell’ente fa riferimento al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 agosto 2008.
2. Nella legge n.133 del 6 agosto 2008 all’atricolo 68 (Riduzione degli organismi collegiali e di duplicazioni di strutture) comma 6 e 6bis è possibile leggere rispettivamente:
- In particolare sono soppresse le seguenti strutture:
a) Alto Commissario per la prevenzione ed il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito all’interno della pubblica amministrazione di cui all’articolo 1 della legge 16 gennaio 2003, n. 3 e successive modificazioni;- Le funzioni delle strutture di cui al comma 6 lettere a) e b) sono trasferite al Ministro competente che può delegare un sottosegretario di Stato.




