Risposte dal 1993

2009 Luglio 17

A questa specie di articolo: “Ma per favore non ricominciamo la lagna del Sud”

Il Mezzogiorno è dunque oggi, per lo meno sul piano del costume politico, dell’espressione dello spirito pubblico, quello che il sistema politico italiano ha voluto che fosse, o quanto meno ha finito col far diventare. Tutto questo non può essere dimenticato da chi non si accontenta di esemplificazioni e si accosta alla storia recente di queste regioni del paese con la volontà di esaminare e capire. Soprattutto non può essere dimenticato da chi oggi rivendica la diversità di ricchezza, di storia, di capacità dell’Italia del Nord. L’Italia meridionale è alle prese con problemi che conosciamo, anche per effetto di un modello di sviluppo industriale che ha cumulato vantaggi relativi incomparabili nell’area economicamente più forte della penisola. Mentre l’emigrazione, fenomeno necessario e fisiologico di questo dopoguerra, ha poi finito col privare le regioni meridionai delle energie umane più intraprendenti e attive, delle sue intelligenze più creative, segnando alla fine un altro punto di svantaggio relativo per il Sud: perchè esso è venuto perdendo, per questa via, grandissima parte delle sue energie e delle sue figure intellettuali, quelle che oggi, disseminate in ogni angolo d’Italia, fanno parte -spesso in posizioni di grande responsabilità- della classe dirigente nazionale, operando nelle Università, negli ospedali, nei quadri della magistratura, nell’editoria, nei giornali, nella scuola.

Fra la conoscenza scientifica dell’Italia meridionale, proposta oggi da un numero straordinariamente vasto di studi realizzati da storici, economisti, sociologi, antropologi, geografi, scienziati del territorio, e la rappresentazione che ne danno la stampa e la televisione esiste una distanza di qualità e di merito che negli ultimi tempi è apparsa sempre più incolmabile. Sicché anche il quadro interpretativo che si offre del Mezzogiorno contemporaneo può essere osservato per tanti versi come il risultato, quasi la derivazione culturale di un assetto del sistema politco nazionale: all’interno del quale l’immagine che si dà di una gran parte della penisola appare come sottratta a chi ha la legittimità scientifica e professionale per parlarne e viene tenuta per così dire in condizione di monopolio da frettolosi giornalisti dell’establishment, opinionisti che scrivono un libro in un mese -e che scambiano le chiacchiere con qualche conoscente per indagini sul campo-, annusatori di notizie, forbite penne che nella patria della retorica trovano sempre un mercato sicuro.

Dall’introduzione di Breve storia dell’Italia meridionale dall’Ottocento a oggi, P. Bevilacqua

non ci sono commenti

Lascia un commento

Note: You can use basic XHTML in your comments. Your email address will never be published.

Abbonati ai feed di questi commenti tramite RSS