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Qualche spiegazione sulle riforme della scuola
La gente in Italia paga le tasse. Fin qui tutto ok, se non fosse che la gente, visto che sborsa dei soldi, si sente in diritto di proprinare opinioni a destra e a manca su argomenti di vario tipo -nello specifico ruguardo all’istruzione- anche se non ha le competenze necessarie a mettere insieme un discorso più o meno sensato. Visto che tappare la bocca a questa gente è impossibile nonchè antidemocratico, vediamo sul serio di cosa parla il decreto Gelmini di cui tanto si discute.
Cominciamo con la legge n. 133/2008 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”.
Articolo 64: “Disposizioni in materia di organizzazione scolastica”.
Comma 1: Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione del personale docente, a decorrere dall’anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l’anno 2011/2012
Il ministro ci sta dicendo che a partire dal 2009 (il prossimo anno scolastico, per intenderci), in classe ci saranno più bambini per ogni insegnante. Ma non, attenzione, per ridurre le spese dello Stato. Solo per valorizzare la professionalità docente. Più alunni (in teoria è un’unità, in pratica si arriva fino a 4 o 5 cioè 30 bambini per classe) = più professionalità. E’ chiaro?
Comma 2: Si procede, altresì, alla revisione dei criteri e dei parametri previsti per la definizione delle dotazioni organiche del pesonale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA),i n modo da conseguire nel trienni 2009/2011 una riduzione complessiva del 17 per cento della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l’anno scolastico 2007/2008
Questo è facile. Meno collaboratori scolastici e meno segretari
Comma 4
(punto f-bis) definizione di criteri, tempi e modalità per la determinanzione e l’articolazione dell’azione di ridimensionamento della rete scolastica prevedendo, nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, l’attivazione di servizi qualificati per la migliore fruizione dell’offerta formativa
(punto f-ter) Nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le regioni e gli enti locali, possono prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti
Tutto ciò vuol dire che le scuole piccole, nello specifico quelle con meno di 500 alunni, verranno smembrate e accorpate ad altri istituti scolastici. Il che non è un problema per chi per esempio, vive in una città o in un paese collegato in maniera adeguata con il territorio circostante. Accompagnare il proprio bambino in una scuola a 10 km da casa non è poi un così grave disagio. Il problema si pone in paesi poco raggiungibi o nei comuni che si trovano in zone impervie. In tal caso, gli enti locali lo Stato o le Regioni possono (non devono) prevedere azioni finalizzate alla riduzone del disagio. Se non possono (e in genere non possono) gli utenti devono arrangiarsi come meglio credono.
Comma 4 ter: Le procedure per l’accesso alle Scuole di specializzazione per l’insegnamento secondarie attivate presso le univeristà sono sospese per l’anno accademico 2008/2009 e fino a completamento degli adempimenti di cui alle lettere a) ed e) del comma 4
Il comma prevede, in definitiva, che per l’anno accademico 2008/2009 vengano sospese le SISS. Per gli anni successivi non è dato sapere, poichè dobbiamo attendere che il ministero razionalizzi e accorpi le classi di concorso (comma 4 punto a) e revisioni i cirteri per la determinanzione del numero del personale ATA (comma 4 punto e). Tutto ciò, in teoria, è coerente. Perchè specializzarti se tanto non ci sono posti e non puoi insegnare? In pratica però, se tu, studente, dopo la laurea hai deciso che la tua massima aspirazione è fare l’insegnante e che solo tale ciò possa esprimere appieno il tuo essere, non puoi accedere ai corsi che ti permettano di svolgere questa professione. Ma tranquillo… è solo una cosa temporanea. Cosa vuoi che siano un paio d’anni?
Comma 6: Dall’attuazione dei commi 1, 2, 3, 4 del presente articolo, devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l’anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e a 3.188 di euro a decorrere dall’anno 2012
Nessun riferimento pedagogico a sostegno dei tagli a quanto pare, o almeno, qui non c’è. Dev’essere per questo che qualcuno continua a chiamare tutto ciò riforma Tremonti e non Gelmini.
Ma passiamo al riferimento successivo, al decreto legge 1 settembre 2008, n.137. Per intenderci, è quello che parla dell’insegnante unico nella scuola Primaria. All’articolo 4 è infatti possibile leggere:
1: Nell’ambito degli obiettivi di contenimento di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazione, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, nei regolamenti di cui al realtivo comma 4 è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.
Questo è facile, è il punto su cui si è più discusso. Il famossissimo maestro unico tanto agoniato dai malinconici della scuola della propria infanzia contro la crescente arroganza e maleducazione delle nuove generazioni. Peccato che forse sfugge una cosa piccolissima. Dall’introduzione del maestro unico discende una consegnuenza non irrilevante: non c’è più il tempo pieno, le 40 ore per intederci. L’insegnante unica insegnerà per 24 ore settimanali senza che siano previste ore di programmazione. Giustamente. mi sentirei di aggiungere. E’ unica. Con chi dovrebbe programmare? Con se stessa può programmare tranquillamente sul divano di casa sua, non c’è mica bisogno che si fermi a scuola! Il ministro molto argutamente, ha previsto di tener conto della domanda delle famiglie. Peccato che non specifichi in che modo. Cioè: le famiglie possono chiedere, a causa di esigenze lavorative, che i loro figli rimangano a scuola anche il pomeriggio, come tutt’oggi avviene, e il ministro ne tiene conto. ok. Ma per quante ore? Cosa fanno i bambini? Chi rimane con loro? Che conoscenze ha? Che preparazione? E’ un baby-sitter? Un insegnante? Chi pagherà il personale? La scuola o le famiglie? Perchè tutte queste cose non sono specificate?
Riassumendo: meno insegnanti, meno personale ATA, più bambini nelle classi, minori ore di lezione.
Chi scrive non crede che la scuola pubblica sia il fiore all’occhiello dello Stato. Sa che ci sono molti limiti e molte cose che non vanno. Ma nota che il primo riferimento legislativo a riguardo risale al 25 giugno. Il ministro è entrato in carica i primi giorni di maggio. Quello che mi chiedo è se è possibile in un mese avere un quadro chiaro del sistema scolastico italiano ed operare di conseguenza. Mi chiedo se è un caso che nei riferimenti si trovano esclusivamente temini economici e non pedagogici. E capisco.
Capisco perchè in questi giorni si è sempre e solo parlato del maestro unico e mai dei disagi di tutte le altre parti chiamate in causa (un esempio QUI). Non una parola sul disagio delle famiglie. Ma soprattutto non una parola sul disagio dei bambini. Nulla. La colpa è dell’insegnante che non vuole perdere il posto. Solo dell’insegnate.
Ci sono ancora numerose annotazioni da fare e non solo per quanto la scuola primaria. Scuola media e università non sono state meno condannate da queste riforme. Chi scrive si impegna a parlarne al più presto.
Alto Commissario anticorruzione
Ho già affrontato l’argomento della soppressione dell’Alto Commissario in questo post. Riprendo il discorso (con un po’ di ritardo e me ne scuso) per comunicare che le funzioni che gli erano proprie sono state definitivamente affidate al al Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione – Dipartimento della funzione pubblica. Inoltre sul sito dell’ente è possibile leggere che tra i compiti (non meglio specificati) del nuovo dipartimento ci sarà quello di “predisposizione annuale di un piano nazionale per la trasparenza dell’azione amministrativa e la mappatura del fenomeno della corruzione nella pubblica amministrazione”.
RIferimenti legislativi:
1- Il sito dell’ente fa riferimento al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 agosto 2008.
2. Nella legge n.133 del 6 agosto 2008 all’atricolo 68 (Riduzione degli organismi collegiali e di duplicazioni di strutture) comma 6 e 6bis è possibile leggere rispettivamente:
- In particolare sono soppresse le seguenti strutture:
a) Alto Commissario per la prevenzione ed il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito all’interno della pubblica amministrazione di cui all’articolo 1 della legge 16 gennaio 2003, n. 3 e successive modificazioni;- Le funzioni delle strutture di cui al comma 6 lettere a) e b) sono trasferite al Ministro competente che può delegare un sottosegretario di Stato.
Geografie
10 settembre 2008:“Una carta d’oro per gli insegnanti”. E’ quanto preannuncia il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini intervenendo con Giuliano Amato al liceo scientifico ‘Newton’ di Roma alla presentazione del libro di Giovanni Floris, ‘La fabbrica degli ignoranti: la disfatta della scuola italiana’ (Rizzoli), rispondendo positivamente a una proposta contenuta nell’opera del conduttore di ‘Ballaro”.
9 settembre 2008: “l ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini in lungo intervento conclusosi qualche minuto fa nel corso della settima conferenza di organizzazione della Uil-Scuola in corso a Fiuggi, ha focalizzato l’attenzione della platea su tre punti essenziali: la formazione permanente, il riadeguamento dell’edilizia scolastica e le risorse umane”.
8 settembre 2008: “Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha voluto essere presente al primo giorno di scuola di uno degli istituti della provincia di Milano, il comprensivo statale Schweitzer di Segrate“
27 agosto 2008: “Il ministro, che oggi parlerà al Meeting dell’amicizia dei popoli 2008, in programma fino al 30 agosto a Rimini, in un’intervista rilasciata al quotidiano Libero anticipa quali sono le soluzioni al problema economico e quindi strutturale del pianeta scuola: “Con un sistema premiale va aumentato il peso specifico di ogni ora di insegnamento” racconta.
11 agosto 2008: “Milano - Rosse e blu. Colorate, allegre, pratiche con quei tasconi laterali dove ci si possono infilare matite, gomme e temperini. Eccole le divise che ha scelto il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, per le scuole elementari. Altro che grembiule nero e fiocco rosa o giubbotto nero e fiocco blu. Indietro non si torna.”
23 maggio 2008: “Alle ore 12:00 il ministro Gelmini si recherà al «Giardino della memoria» a Capaci dove le scuole di Capaci e Isola delle Femmine organizzeranno la «Festa della legalità”».
23 agosto 2008: Cortina d’Ampezzo (Belluno) - “Nel Sud alcune scuole abbassano la qualità della scuola italiana.
GIA’, CHISSA’ COME MAI…
Nota: ho ritenuto opportuno riportare esclusivamente gli eventi a cui Maria Stella Gelmini ha partecipato in qualità di Ministro. Ho inoltre tralasciato le innumerevoli partecipazioni in città già appuntate sull’immagine. Credo che il senso del post sia comunque suffucientemente chiaro.
L’arte nuova
MEDVEDEV dichiara: “La Russia è pronta a tutto e non ha paura di nulla, nemmeno di una nuova Guerra Fredda. Naturalmente non la vuole, ma in questa situazione tutto dipende dai nostri partner”
Alto Commissario anticorruzione…
… per la precisione Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e per le altre forme di illecito nella pubblica amministrazione.
L’ente di cui sopra nasce formalmente nel 2003 in seguito agli obblighi derivati dalla partecipazione dell’Italia ad organizzazioni internazionali quali l’Osce e l’Onu. Sul portale dell’Alto Commissario si legge che l’Osce in particolare, ha raccomandato l’istituzione dell’ ufficio e l’Onu si è fatta promotrice di fatto “di una Convenzione contro la corruzione – firmata a Merida, in Messico, nel dicembre 2003 anche dall’Italia – che prevede l’impegno per i paesi membri a sviluppare una strategia nazionale anticorruzione, anche attraverso l’istituzione di appositi organismi”.
La legge istitutiva approvata dall’allora Governo Berlusconi indicava come finalità dell’ufficio il “contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito all’interno della pubblica amministrazione”. Tale legge prevedeva inoltre una spesa annua massima di 582.000 € e la stesura di un successivo regolamento “volto a determinare la composizione e la funzione dell’Alto Commissario al fine di garantirne l’autonomia e l’efficacia operativa”.
Nonostante nel corso degli anni l’Ufficio si sia fatto promotore di numerose indagini e studi di non trascurabile rilievo, non sempre ha avuto “vita facile”. Repubblica il 19 dicembre 2006, riporta la notizia secondo cui Gianfranco Tatozzi, allora a capo del Commissariato, consegna le sue dimissioni. Tatozzi, si legge nell’articolo, “accusa ilgoverno di non voler fare sul serio nella lotta alla corruzione [...] parla del decreto Bersani che entro il 4 gennaio impone a strutture come la sua un rinnovo tramite decreto del Presidente della Repbblica” indicando il suddetto limite come “impossibile da rispettare, e quindi non è altro che un modo silente e surrettizio per cancellare l’alto commissariato”. Tatozzi lascia l’ufficio nel pieno di un’azione molto importante realtiva alla vendita di immobili pubblici in particolare quelli ceduti da Inps e Impdai. L’indagine verrà conclusa nell’ ottobre dello stesso anno e il Commissariato manterrà le sue funzioni.
Fino al mese scorso. O meglio fino al 25 giugno 2008, quando con decreto legge n. 112 (art.68 comma 6) il Governo sopprime il suddetto Ufficio e si riserva di indicare successivamente l’amministrazione a cui vengono trasferite le sue funzioni.
A nulla sono servite le proteste dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, o il disappunto di Drago Kos, presidente del GRECO (Group of States against Corruption), che in una lettera indirizzata all’Alto Commissario Vincenzo Grimaldi, epsrime la sua preoccupazione e teme che “l’Italia stia per faredei passi indietro in una situazione nella quale non esiste una reale volontà politica di combattere la corruzzione”.
Il commissariato verrà comunque chiuso ad agosto.
La cosa sconcertante è che tutto ciò avverrà nell’indifferenza più totale. Tutt’oggi le fonti che parlano di quanto sta accadendo sono davvero scarse. A parte qualche riga scritta da Il Sole 24 ORE e da Information, l’unica testata che ne parla in maniera più approfondita è il Financial Times in un articolo del 18 luglio, che oltretutto sottolinea come (mia trad.) “solo la scorsa settimana al G8 in Giappone, Mr Berlusconi ha lodato il lavoro del suo Alto Commissario contro la corruzione, che nominò nel 2003. Ma non menziona che un decreto legge del 25 giugno dell’Ufficio del Primo ministro avrebbe soppresso la commissione ad agosto”.
Tutto il resto della stampa tace.
Indignati, ma per cosa?
Siamo tutti indignati. Il gesto di Bossi ha fatto vergognare tutta Italia. Fronte comune di tutta la classe politica contro le parole e i gestidel Ministro. La sinistra L’opposizione non è mai stata così compatta:
Felice Belisario: “stiamo pensando a tutti gli strumenti parlamentari e valutiamo tutte le opportunità, anche la mozione di sfiducia”
Walter Veltroni:“Non vorrei che si finisse con una censura a Mameli, piuttosto che con la valutazione delle gravi parole di un ministro della Repubblica”.
Non meno malleabile la posizione delle più alte cariche dello Stato:
Gianfranco Fini: l’inno «rappresenta per il popolo italiano un simbolo che va rispettato, «nessuno deve offendere il sentimento di unità nazionale» che rappresenta, «men che meno un ministro», e «non esiste un’Italia del nord, del centro e del sud, ma un’unità degli italiani che in quel simbolo si riconoscono».
Renato Schifani: “I simboli della patria e dell’unità dello stato sono sacri”.
Un po’ più teneri ma comunque critici gli esponenti della maggioranza.
Bene, mai si è vista un unità del genere nel nostro Parlamento. Ma poi ho pensato. Ho pensato a quello che è successo in questi ultimi mesi.
Ho pensato che qualche mese fa più della metà dei cittadini italiani ha votato un uomo che oltre ad essere una grande imprenditore, quindi potenzialmente interessato verso alcune riforme piuttosto che altre, ha non pochi procedimenti giudiziari a carico (ovviamente si sottolinea che il Presidente del Consiglio è tutt’oggi incensurato in quanto i procedimenti penali precedenti sono terminati con assoluzione, proscioglimento e archiviazione).
Ho pensato che nonostante tutti i suoi impegni Berlusconi ha fatto sparire in quattro e quattr’otto tutta la spazzatura di Napoli e non contento ha mandato una lettera ai sindaci nella quale chiede di mantenere Napoli pulita come lui l’ha lasciata. Dubito che i primi cittadini campani debbano sforzarsi più di tanto per mantenere l’impegno.
Ho pensato che Brunetta, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’ Innovazione, ha delle idee che in teoria non sono niente male, anzi. Peccato che le metta in pratica in maniera del tutto sbagliata.
Ho pensato che nonostante tutte le polemiche il lodo Alfano è passato, e che in autunno ci fanno una riforma giudiziaria da far accapponare la pelle.
Ho pensato che si sta facendo carta straccia della Costituzione, ma che il Parlamento non si indigna per questo.
Poi penso a Mameli, che ogni tanto ci guarda e che oggi è lì con Novaro e gli sussurra che metterebbe volentieri il suo inno sotto i piedi, se come ricompensa potesse avere per l’Italia una classe dirigente degna di essere chiamata tale.
Muoio, se così deciderà il mio partito
Quello che io chiedo al partito è uno sforzo di riflessione/ in spirito di verità. Perchè la verità, cari amici, è più grande di qualsiasi tornaconto. Datemi da una parte milioni di voti e toglietemi dall’altra parte un atomo di verità ed io sarò comunque perdente
A.Moro, Scritto per il presidente della Commissione giustizia della Camera dei deputati Riccardo Misasi.
Se ne parla tanto oggi, di politica. Della maniera di fare politica, della maniera di fare antipolitica, della maniera di fare giornalismo, che abbiamo perso di vista il punto centrale. La verità. Lo abbiamo perso tutti: cittadini, politici, giornalisti, opinionisti, sciocchi blogger che come me pensano di sovvertire il mondo con un inulso foglio elettronico.
La verità, per favore. Qualcuno sa dirmi dove abbiamo lasciato la verità?
Aldo Moro. Tutti sanno chi è. Tutti sanno che quegli avvenimenti sono agli antipodi del concetto di verità. Qualcuno ha vissuto questa tragedia mentre si svolgeva, altri l’hanno vista solo come un ombra negli anni della loro infanzia, altri ancora la studieranno semplicemente sui libri di storia.
Se ne parla in continuazione, ogni tanto c’è qualcuno che tira fuori qualche indiscrezione, qualche nuova confessione, qualche nuovo dettaglio. Sciocchezze.
Perchè la vera eredità che doveva lasciarci io non l’ho sentita mai. Del richiamo che lui lancia contantemente e instancabilmente nei confronti di quella che dovrebbe essere l’umanità della politica, io non ho mai letto nulla.
L’umanità della politica, l’umanità dei politici. A quanti di voi sarà venuto un sorriso amaro leggendo.
Lascio un suo scritto, non è uno scritto politico, è lo scritto di uomo. Semplicemente un uomo:
Mio carissimo Luca, casa
Non so chi e quando ti leggerà questa lettera del tuo caro nonnetto. Potrai capire che tu sei stato e resti per lui la cosa più importante della <vita>. Vedrai quanto sono preziosi i tuoi riccili, i tuoi occhietti arguti pieni di memoria, la tua inesauribille energia. Saprai così che tutti ti abbiamo voluto un gran bene ed il nonno, forse, appena un po’ più degli altri. per quel poco che è durato sei stato tutta la sua vita.
Ed ora il nonno Aldo, che è costretto ad allontanarsi un poco, ti ridice tutto il suo infinito affetto ed afferma che vuole restarti vicino. Tu non mi vedrai, forse, ma io ti se/guirò nei tuoi saltelli con la palla, nella tua cor[sa] al cuscinone nel guizzare nell’acqua, nel tirare la corda al motore. Io sarò là e ti accarezzerò, come sempre ti ho accarezzato, dolcemente il visino e le mani. Ti sarò accanto la notte, per cogliere l’ora giusta della pipì, e farti poi dolcemente riaddormentare. E la mattina pronta la vestaglietta, magari con le scarpe pronte in mano in attesa della pizza o del pane fresco. Queste sono state le grandi gioie di nonno e, per quanto possibile lo resteranno. Cresci buono, forte, allegro [,] serio. Il nonno ti abbraccia forte forte, ti benedice con tutto il cuore, spera sia in mezzo a gente che ti vuol bene e che [faccia la sua parte]
Con tanto amore
il nonno
A. Moro, al nipote Luca
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Note:
- L’intervento non vuole cominciare una disquisizione politico storica sul caso Moro. Credo che sarebbe riduttivo e alquanto fuori luogo. Vuole solo essere un contributo su uno dei tanti lasciti che ci sonostati regalati da questo grande politico;
- la frase citata nel titolo del post è tratta dalla <<Lettera al Partito della Democrazia Cristiana>>;
-
le citazioni sono tratte fedelmente dal libro “Aldo Moro. Lettere dalla prigionia” di Miguel Gotor. I segni grafici sono inseriti dall’autore per indicare il cambiamento di pagina (/), le parole scritte tra le righe o aggiunte posteriormente dall’autore (<> ) e le integrazioni di lettere o parole omesse per evidenti sviste dello scrivente o dei fotocopiatori o nel caso di congetture ritenute altamente probabili([ ]);
- mi scuso per il basso grado di argomentazione del post, ma la lettura di queste lettere mi ha lasciato addosso una serie di sentimenti che vanno dalla rabbia all’insignazione passando per il dispiacere, che qui mi è difficile esprimere.
Scritto martedì, 1 aprile 2008
Leggendo il quotidiano stamattina quasi faticavo a crederci. Su tutte le prime pagine dei giornali era riportata la notizia delle polemiche seguite alla nomina di Milano come città ospitante l’expo 2015.
La cosa che lascia basiti, a tratti increduli, è che la coalizione che con molta probabilità sarà a capo del prossimo Governo, non si fa scrupoli ad utilizzare a scopo lesivo un successo che, in questo particolare momento di crisi dovrebbe unire il Paese. Il Giornale è in prima linea nell’impiego di un simile evento a scopo di propaganda elettorale. Propaganda elettorale sporca, mi sentirei di aggiungere. Sporca perchè fondata sulla denigrazione dell’avversario piuttosto che sull’esposizione di un programma di Governo adeguato ed efficiente. Non che la sinistra si stata in grado di fare di meglio.
L’unica cosa che mi sento di dire a riguardo è che la colpa non è dei nostri politici. La colpa è soprattutto nostra. Siamo stati così abituati a essere presi in giro dai nostri deputati, ad essere sottoposti ai loro interessi particolari, a guardarli entrare ed uscire dalle aule dei tribunali, che abbiamo cominciato a pensare che tutto ciò fosse giusto, che tutto ciò fosse normale, che fosse questo il vero “fare politica”.
Non so voi, ma io credo che l’Expo non ce lo siamo meritato. Io credo che in questo frangente persino la Turchia sarebbe stata in grado di fare meglio.
IL GIORNALE: “Berlusconi esulta: grande successo nonostante Prodi”
LA REPUBBLICA: “Expo: scontro Prodi – Berlusconi
IL CORRIERE: “Expo 2015, ha vinto Milano”
LIBERO: “Milano si prende l’Expo. Prodi e Berlusconi si prendono a sberle”
L’UNITA: “A Milano l’expo 2015″






